TECA 12 - GLI OGGETTI TIBETANI

 

In queste vetrine possiamo trovare altri oggetti tipici e rappresentavi della cultura tibetana.

 

In basso troviamo i tipici libri tibetani. Generalmente i libri tibetani sono formati da fogli sciolti di forma allungata, di carta rettangolare, tenuti a posto e stretti con legacci a due copertine di legno e ripiegati su se stessi a soffietto, in modo da formare un unico blocco rettangolare.

 

Spesso i testi xilografati sono finemente scolpiti e decorati e nella maggior parte dei casi vengono realizzati con carta di riso.


I lacci sono generalmente di cuoio, e la copertina è rigida e molto spessa e funge da protezione per il libro stesso.

A fianco si può notare un esempio di copertina di pietra per questi libri.

Troviamo una pietra Mani. Le pietre Mani sono pietre, rocce o ciottoli di forma generalmente appiattita, sulla quale sono iscritte alcune sillabe come forma di preghiera nel Buddismo tibetano. 

Troviamo poi un altro manoscritto, poi un Phurba, cioè il pugnale cerimoniale tibetano che veniva utilizzato durante le danze Cham per “uccidere” i demoni.  

 

Può essere costituito e costruito con diversi materiali, come legno, metallo, argilla, osso, gemme, corno o in cristallo. 

Il cilindro scuro è un caleidoscopio, e poi troviamo dei contenitori. La ruota è un calendario tibetano di legno.

La testa del Buddha proviene da Lhasa, apparteneva ad una statua molto grande, e da essa è stata tagliata e giunta fino a noi. 

Troviamo poi diversi amuleti tibetani.

Nella seconda vetrina vediamo in alto alcune maschere Tibetane dall’aspetto demoniaco, che venivano utilizzate per scopi rituali durante le danze Chan.

Sono poi raccolti alcuni oggetti votivi ed alcuni oggetti di uso quotidiano, come dei tipici stivali tibetani ed un cappello.

In fondo osserviamo due mulinelli da preghiera. Sono due oggetti con una impugnatura molto lunga che termina con un cilindro cavo, dentro al quale viene inserita una pergamena contenente una preghiera.

 

Facendo roteare il mulinello si consentiva alla preghiera di “diffondersi” lungo tutto l’ambiente circostante.


Il Mulinello da Preghiera, è sorretto da un manico di legno o di bambù ed è realizzato in rame, ottone o altri metalli, a volte placcato d’argento.


I monaci tibetani, durante i riti propiziatori, fanno ruotare il mulinello da preghiera, intendendo inviare gli effetti benefici del mantra, contenuto all’interno del mulinello, al cielo ed a tutti i Buddha.

 

Così facendo essi ritengono di creare una spirale di energia generata dal gesto stesso del roteare, accompagnato dalla preghiera vera e propria; secondo la tradizione, tale energia si diffonde – come cerchi nell’acqua – nello spazio, investendo tutti gli esseri viventi, in ogni direzione.
 

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