TECA 16 - L'ANGOLO DEL VIAGGIATORE

 

Nella Teca numero 16 è stato ricostruito quello che poteva essere un “Angolo del Viaggiatore”, ovvero come poteva apparire lo studio dei viaggiatori ed esploratori dell’epoca mentre studiavano e pianificavano il loro prossimo viaggio. 


Nella scorsa edizione della mostra l’angolo del viaggiatore è stato ispirato dalla grande esploratrice di fine 800 Alexandra-David Neel, contemporanea del precedente Dalai Lama Thubten Gyatso.

In questa edizione invece ci siamo fatti ispirare da Heinrich Harrer, che ritroviamo anche nella teca numero 17.

Abbiamo qui esposta un lettera originale scritta proprio da Harrer.

Heinrich Harrer è stato un alpinista, esploratore e scrittore austriaco.

Figlio di un postino, crebbe a Hüttenberg, in Carinzia, e si dedicò fin da giovane agli sport di montagna, in particolare allo sci ed all'alpinismo. Ancora ragazzo, sopravvisse ad una caduta di 50 metri durante un'arrampicata. 

Nel 1939 Harrer fece parte di una spedizione tedesca in Kashmir. A causa delle mutate condizioni politiche, però, i membri della spedizione furono arrestati a un centinaio di chilometri da Karachi (allora parte dell'India britannica).

Nel 1944 Heinrich Harrer e Peter Aufschnaiter riuscirono a fuggire dal campo di prigionia, e raggiunsero il Tibet. Nei venti mesi successivi i due fuggiaschi attraversarono tutto il Tibet arrangiandosi come poterono, ed il 15 gennaio del 1946 raggiunsero la capitale Lhasa. Nonostante questa fosse considerata una città proibita per gli stranieri, gli abitanti mostrarono loro una buona accoglienza, ed i due riuscirono nel volgere di un certo tempo ad essere accettati. 

Nel 1948 fu assunto dal governo tibetano, con il compito di fotografo e traduttore di notizie dall'estero. Venne incaricato di filmare una gara di pattinaggio da mostrare all'allora adolescente Dalai Lama, che non poteva allontanarsi dal palazzo: fu in quell'occasione che conobbe per la prima volta il Dalai Lama. 

Successivamente Harrer divenne il tutore del Dalai Lama, al quale insegnò l'inglese, la geografia ed alcuni rudimenti di scienza: Harrer rimase molto colpito dalla capacità di apprendimento del Dalai Lama.

L'invasione cinese del 1950 pose fine alla permanenza di Harrer in Tibet. Harrer lasciò il paese nel marzo del 1951; rientrato in patria, pubblicò le sue memorie su questo periodo in un libro, Sette anni nel Tibet, uscito nel 1953, da cui è stato tratto l'omonimo film.
 

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