TECA 4 - IL PASSATO DEL TIBET

 

 

In questa pedana troviamo i documenti che riguardano il passato del Tibet. Tutto ciò che è precedente al 1876 (anno della nascita del Dalai Lama).

 

Troviamo dei libri del ‘700 e delle pagine di libri in cui ci sono delle rappresentazione del V Dalai Lama, il Dalai Lama che ha realizzato il Potala per come oggi lo conosciamo.

 

Il Potala è il palazzo dell’inverno del Dalai Lama e si trova a Lhasa. Un palazzo di più di 1000 stanze, considerato dall’Unesco Bene dell’Umanità.

 

Il palazzo del Potala si trova a Lhasa, capitale del Tibet.

 

Prende il nome dal Monte Potala.

 

Il palazzo del Potala fu la residenza principale del Dalai Lama fino a che il XIV Dalai Lama fuggì a Dharamsala, India, in seguito all'invasione cinese ed alla fallita rivolta del 1959. 

 

Attualmente il Palazzo del Potala è stato convertito in museo dal governo cinese.

 

L'edificio misura 400 metri sul lato est-ovest e 350 metri su quello nord-sud, con pietre inclinate spesse 3 metri (5 metri alla base), con rame fuso attorno alle fondamenta per aiutare a proteggerlo dai terremoti.

 

I tredici piani dell'edificio (contenente oltre 1000 stanze, 10.000 reliquiari e circa 200.000 statue) si alzano per 117 metri sulla cima del Marpo Ri, la "Collina Rossa", con un'altezza totale di oltre 300 metri dal fondo della valle.

 

Secondo la tradizione le tre principali cime di Lhasa rappresentano i "Tre Protettori del Tibet".

In questa teca troviamo poi alcuni documenti che fanno vedere proprio il Potala come era stato immaginato. E alcuni prospetti di questo magnifico edificio. 

 

Troviamo poi una piantina di Lhasa del 1830. Grazie a questo prospetto possiamo capire come era Lhasa in quel periodo da un punto di vista architettonico

 

Troviamo anche la pagina di un libro con il funerale di un Lama.

 

Sono presenti inoltre diversi manoscritti che mostrano come questi venivano realizzati.

 

Troviamo poi una pagina del 1783 che parla dell’alfabeto tibetano.

 

Appoggiato nel mezzo della teca troviamo un baule probabilmente utilizzato in epoca ottocentesca probabilmente come contenitore per i thangka [Collezione Marotta] Provenienza: Cina 

Probabilmente portato in Cina durante l’occupazione cinese ad inizio secolo.

 

Sul coperchio di questo baule troviamo i 3 gioielli del Buddha.

Il Baule, (o Gam/ Gaam) rappresenta una delle tipologie di mobilio più antiche e comuni nelle abitazioni e, soprattutto, nei monasteri tibetani. Molte culture utilizzano questi tipi di bauli in legno per il deposito di oggetti, ma il popolo Tibetano ha sviluppato una peculiarità: dal momento che all'interno venivano talvolta conservati oggetti preziosi, si credeva che le finiture e le decorazioni dell'esterno dovessero rispecchiarne il contenuto.

 

Generalmente queste casse potevano contenere indumenti, lampade a burro od altri attrezzi: in questo caso, la forma più bassa e lunga, ci dimostra che all'interno venissero riposti i thangka arrotolati. Questi stendardi buddisti dipinti o ricamati, (in lingua tibetana la parola “than” significa “piano” e il suffisso “ka” sta per dipinto) si trovavano appesi alle pareti dei monasteri ma dovevano poter essere facilmente trasportate da monaci e fedeli oppure conservati all'interno di scrigni preziosi proprio come questo esemplare. Talvolta alcuni thangka venivano esibiti solamente in determinati periodi dell’anno, corrispondenti ad una particolare cerimonia o festival: pertanto, in attesa del loro utilizzo, essi venivano riposti in questi particolari gaam.

 

Per quanto riguarda la decorazione, questo baule si presenta ricco di raffigurazioni del mondo animale tra cui è facile distinguere una coppia di tori e di montoni, che richiamano la vita agreste della zona di provenienza. In primo piano ritroviamo due gru, oggetto di venerazione nella confinante Cina poichè tradizionalmente appartenenti al seguito di Shou Lao, dio della longevità. Questi animali, che si ritiene mantengano il medesimo partner per tutta la vita, assurgono a simbolo di lunga vita e fedeltà matrimoniale. Tutti gli esseri rappresentati si stagliano su uno sfondo impreziosito da nuvole, a confermare la loro provenienza celeste.

 

Altra finezza di questo baule sono i gruppi di tre gemme che indicano offerte alle divinità. Si tratta della raffigurazione stilizzata di frutti o gioielli, dal forte valore simbolico: il numero di preziosi sottende un secondo significato, più esoterico, richiamo delle tre componenti della società buddhista: Buddha, gli insegnamenti buddhisti (Dharma) e la comunità dei fedeli (Sangha).

Curiosità

All’epoca del V Dalai Lama il Potala esisteva già, era stato fatto costruire dal primo re del Tibet. Tale edificio però era piccolo, e il V Dalai Lama aveva deciso di farlo ampliare. 

 

Il V Dalai Lama morì però prima del termine dei lavori. Per fare in modo che l’edificio venisse terminato e che il suo desiderio diventasse realtà, la morte del V Dalai Lama fu tenuta nascosta per 12 anni, fino all’ultimazione dell’ampliamento del Potala.

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